Page 44 - La Storia delle Scienze
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Uno dei più grandi esponenti del periodo greco fu sicura-
mente Pitagora di Samo, il più grande matematico della
storia.
All’età di trent’anni si trasferì nella Magna Grecia, fon-
dando a Crotone la sua “Scuola pitagorica”, che si suddivi-
deva in “acusmatici”, allievi che potevano solo ascoltare le
parole del maestro e, “matematici”, ai quali era anche con-
cesso di porre domande.
Secondo Pitagora, l’astronomia, la geometria e la musica sono intimamente con-
nesse ai numeri e ai loro rapporti.
Per loro i numeri rappresentavano l’essenza di tutte le cose, compreso gli accordi
melodici e i corpi celesti.
Questi ultimi producevano dei suoni e si muovevano su orbite circolari, le uniche che
ne potessero riflettere la suprema bellezza.
Un altro grande contributo lo diede Filolao (470 - 390 a.C.),
della scuola Pitagorica, il quale sosteneva un modello di si-
stema solare non geocentrico al cui centro dell’Universo vi
era un grande fuoco dove ruotavano la Terra, l’Antiterra, la
Luna, il Sole, Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno.
L’antiterra, probabilmente,
fu introdotta per giustificare
l’invisibilità del fuoco centrale, occultato da
quest’ultima, nonché dalla necessità filosofica di
arrivare ad un numero totale di dieci corpi.
Platone intuì la sfericità della Terra, sostenendo an-
che che la Luna ricevesse luce dal Sole.
L’inizio del IV secolo segnò una convergenza dei fi-
losofi Greci sul modello di Universo, dove al centro
di tutto vi fosse la Terra, sferica ed immobile ed al limite esterno le stelle fisse.
Eudosso di Cnido introdusse il concetto di sfere omocentriche, ossia di un Universo
diviso in sfere aventi un unico centro di rotazione in cui si trovava la Terra; in ogni
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